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Perché il cane mangia le feci? Tutto sulla coprofagia

La coprofagia, cioè l'ingestione delle feci, è uno dei comportamenti che più frequentemente preoccupano o disgustano i proprietari di cani. Può comparire nel cucciolo, nell'adulto e, in alcuni casi, anche in soggetti che non avevano mai manifestato questo comportamento.

La prima cosa da sapere è che la coprofagia non significa necessariamente che il cane abbia un problema di salute o che la sua alimentazione sia sbagliata. Può avere origini molto diverse e, per comprenderla, è necessario considerare il contesto in cui compare.

Alcuni cani ingeriscono le proprie feci, altri quelle di altri cani o di altre specie. In alcuni casi si tratta di un comportamento occasionale, mentre in altri può diventare frequente e difficile da interrompere.

Capire perché il cane lo fa è il primo passo per intervenire in modo efficace.

Che cos'è la coprofagia?

Il termine coprofagia deriva dal greco e indica letteralmente l'ingestione di feci.

Nel cane può assumere forme differenti. Si parla, per esempio, di autocoprofagia quando l'animale ingerisce le proprie feci e di allocoprofagia quando ingerisce quelle di altri animali.

Non tutte le forme hanno necessariamente la stessa origine.

Un cucciolo che esplora le feci occasionalmente non presenta necessariamente lo stesso problema di un cane adulto che ricerca sistematicamente le deiezioni durante le passeggiate.

Per questo motivo, prima di cercare una soluzione, è importante osservare quando, dove e quali feci il cane tende a mangiare.

Quanto è diffusa la coprofagia?

La coprofagia non è un comportamento raro nel cane.

È particolarmente frequente nei soggetti giovani, nei quali l'esplorazione dell'ambiente attraverso la bocca è parte del normale repertorio comportamentale. I cuccioli tendono infatti a raccogliere, mordere e ingerire numerosi oggetti e materiali che incontrano.

Questo non significa che tutti i cuccioli manifestino coprofagia né che il comportamento debba necessariamente scomparire con la crescita.

Anche alcuni cani adulti possono continuare a mangiare le feci.

La frequenza e le modalità del comportamento possono inoltre variare molto da un individuo all'altro.

Perché il cane mangia le feci?

Non esiste una singola spiegazione valida per tutti i cani.

La coprofagia può essere associata a fattori comportamentali, ambientali, alimentari o medici. In alcuni casi possono essere presenti contemporaneamente più fattori.

Per esempio, un cane può iniziare a ingerire le feci per semplice esplorazione e continuare successivamente perché il comportamento è diventato gratificante.

In altri casi, invece, una modifica dell'appetito, un problema gastrointestinale o una particolare condizione ambientale possono contribuire alla comparsa o al mantenimento della coprofagia.

Esplorazione e comportamento naturale

Nei cuccioli, una delle spiegazioni più semplici è l'esplorazione.

Il cane utilizza moltissimo l'olfatto, ma anche la bocca, per raccogliere informazioni sull'ambiente.

Le feci contengono numerose informazioni olfattive e chimiche e possono quindi rappresentare uno stimolo particolarmente interessante per un animale che sta esplorando il mondo.

Questo non significa che mangiare le feci sia un comportamento necessario o desiderabile, ma aiuta a capire perché possa comparire soprattutto durante le prime fasi della vita.

Un cucciolo può semplicemente essere curioso.

Il comportamento può diventare gratificante

Un comportamento tende a ripetersi quando, in qualche modo, produce una conseguenza che il cane trova gratificante.

Nel caso della coprofagia, l'ingestione può essere rinforzata dalla particolare consistenza, dall'odore o dal gusto delle feci.

Questo può essere particolarmente evidente quando il cane ingerisce le feci di altri animali.

Le feci, infatti, non sono necessariamente percepite dal cane nello stesso modo in cui le percepisce una persona. Alcune possono contenere residui di alimenti parzialmente digeriti e avere caratteristiche olfattive particolarmente interessanti.

Se il comportamento viene ripetuto e seguito da una conseguenza piacevole, può diventare un'abitudine.

Noia e mancanza di stimolazione

La noia viene spesso indicata come causa della coprofagia, ma è importante non trasformarla in una spiegazione universale.

Un cane che vive in un ambiente povero di stimoli, trascorre molte ore senza attività o ha poche opportunità di esplorare può sviluppare diversi comportamenti indesiderati.

In questi casi, la coprofagia potrebbe inserirsi in un quadro più generale di ricerca di stimoli.

Questo non significa però che ogni cane che mangia le feci sia annoiato.

Per capire se la stimolazione ambientale rappresenta realmente un fattore, bisogna osservare il comportamento complessivo dell'animale.

Stress, ansia e frustrazione

Anche lo stato emotivo può influenzare il comportamento alimentare e le modalità con cui il cane interagisce con l'ambiente.

Situazioni di stress, frustrazione o ansia possono contribuire alla comparsa di comportamenti ripetitivi o di esplorazione orale.

In alcuni cani, inoltre, una forte eccitazione o difficoltà nella gestione degli stimoli ambientali possono aumentare la probabilità che raccolgano e ingeriscano ciò che trovano.

È però importante evitare diagnosi semplicistiche.

Mangiare le feci non significa automaticamente che il cane sia ansioso o stressato.

Queste ipotesi devono essere valutate osservando anche gli altri comportamenti dell'animale e il contesto nel quale compare la coprofagia.

Il ruolo dell'alimentazione

L'alimentazione viene spesso indicata come una delle principali cause della coprofagia.

La realtà è più complessa.

Un'alimentazione non adeguata potrebbe contribuire a modificare appetito, digestione o comportamento alimentare, ma non è corretto affermare che il cane mangi le feci semplicemente perché gli manca una determinata vitamina o un determinato minerale.

Se il cane segue un alimento completo e bilanciato, una carenza nutrizionale non dovrebbe essere la prima spiegazione da considerare.

Esistono comunque situazioni in cui problemi digestivi o un'alimentazione non adeguata possono meritare una valutazione veterinaria.

“Mangia le feci perché gli mancano vitamine”: un mito

È probabilmente uno dei falsi miti più diffusi.

Secondo questa teoria, il cane ingerirebbe le feci per recuperare vitamine, minerali o altri nutrienti mancanti.

Non è possibile utilizzare questa spiegazione come regola generale.

La coprofagia può avere molteplici cause e, nella maggior parte dei casi, non può essere interpretata semplicemente come il tentativo dell'animale di “integrare” la propria alimentazione.

Somministrare integratori alla cieca, quindi, non rappresenta una strategia universale per risolvere il problema.

Prima di modificare la dieta o aggiungere supplementi, è preferibile capire quale sia la reale causa del comportamento.

Il cane può mangiare le feci perché ha sempre fame?

Un aumento dell'appetito può, in alcuni casi, contribuire alla ricerca di materiale commestibile.

Se il cane mostra una fame insolitamente intensa, cerca continuamente cibo, perde peso nonostante mangi molto o manifesta altri cambiamenti, è importante considerare anche possibili cause mediche.

Tuttavia, un cane che mangia le feci non è necessariamente affamato.

La coprofagia può comparire anche in animali alimentati correttamente e con un normale peso corporeo.

Possibili cause mediche

Quando la coprofagia compare improvvisamente in un cane adulto oppure è associata ad altri sintomi, è opportuno non fermarsi alla spiegazione comportamentale.

Alcune condizioni mediche possono modificare appetito, digestione, assorbimento dei nutrienti o comportamento alimentare.

Tra gli elementi che possono meritare una valutazione veterinaria rientrano:

  • perdita di peso;

  • aumento marcato dell'appetito;

  • vomito ricorrente;

  • diarrea persistente;

  • feci anomale;

  • cambiamenti improvvisi nell'appetito;

  • aumento della sete o della produzione di urina;

  • debolezza o altri cambiamenti comportamentali;

  • comparsa improvvisa della coprofagia in un cane adulto.

In questi casi il veterinario può decidere se siano necessari esami diagnostici, valutazioni dell'alimentazione o ulteriori accertamenti.

Parassiti intestinali e coprofagia

I parassiti intestinali vengono talvolta indicati come causa della coprofagia.

È importante però distinguere due concetti.

La presenza di parassiti può essere associata a disturbi gastrointestinali e alterazioni dello stato nutrizionale, ma non significa che ogni cane che mangia le feci abbia necessariamente dei parassiti.

Inoltre, ingerire feci può aumentare l'esposizione ad alcuni agenti infettivi e parassitari.

Per questo motivo, soprattutto nei cani che manifestano coprofagia frequentemente, è importante mantenere un adeguato programma di prevenzione e discutere con il veterinario l'eventuale necessità di controlli delle feci.

Perché alcuni cani preferiscono le feci di altri animali?

Un fenomeno interessante è che alcuni cani mostrano poco interesse per le proprie feci ma ricercano attivamente quelle di altri animali.

Questo comportamento può essere particolarmente evidente durante le passeggiate.

Le feci di altre specie possono avere caratteristiche olfattive e alimentari differenti. In particolare, quelle di alcuni animali possono contenere residui di alimenti che risultano particolarmente appetibili per il cane.

Questo aiuta a spiegare perché un cane possa ignorare le proprie deiezioni e cercare invece quelle lasciate da altri animali.

Mangiare le feci è pericoloso?

Non ogni episodio di coprofagia provoca necessariamente un problema di salute.

Tuttavia, le feci possono contenere batteri, virus, parassiti o altri agenti potenzialmente patogeni.

Il rischio dipende da diversi fattori: quale animale ha prodotto le feci, lo stato sanitario dell'animale, la quantità ingerita e la presenza di eventuali patogeni.

Per questo motivo è preferibile impedire, quando possibile, che il cane ingerisca regolarmente le feci, soprattutto quelle di altri animali.

Il comportamento non dovrebbe essere considerato automaticamente innocuo.

Il cane non lo fa per “dispetto”

Un altro errore molto comune consiste nell'attribuire al cane intenzioni umane.

Il cane non mangia le feci per vendicarsi del proprietario, provocarlo o “fare un dispetto”.

Interpretare il comportamento in questo modo può portare a reazioni punitive che non risolvono la causa del problema e possono persino peggiorare la relazione tra cane e proprietario.

Il comportamento va invece considerato come una risposta a uno stimolo, un'abitudine appresa o, in alcuni casi, un possibile segnale di una condizione sottostante.

Punire il cane può peggiorare la situazione

Una delle strategie meno utili consiste nel punire il cane dopo che ha mangiato le feci.

Il cane potrebbe non comprendere la punizione nello stesso modo in cui la interpreta il proprietario.

Inoltre, una reazione molto intensa può aumentare eccitazione, ansia o conflitto intorno all'eliminazione.

In alcuni casi, se il cane ha imparato che il proprietario reagisce negativamente alla presenza delle feci, potrebbe perfino aumentare la velocità con cui le ingerisce oppure cercare di farlo quando il proprietario non lo vede.

La gestione dovrebbe quindi puntare soprattutto sulla prevenzione e sul rinforzo dei comportamenti alternativi.

La prima strategia: impedire l'accesso

Uno degli interventi più efficaci è anche uno dei più semplici: ridurre le occasioni in cui il cane può mettere in pratica il comportamento.

In casa, le feci dovrebbero essere raccolte il prima possibile.

Se il cane tende a ingerire le proprie feci immediatamente dopo aver evacuato, può essere utile sorvegliarlo durante il momento dell'eliminazione e intervenire prima che possa raggiungerle.

Durante le passeggiate, invece, è importante prestare attenzione all'ambiente e anticipare il comportamento quando possibile.

Ogni episodio in cui il cane riesce a mangiare le feci può infatti contribuire a mantenere l'abitudine.

Insegnare un comportamento alternativo

Limitarsi a dire “no” non è sempre sufficiente.

È più utile insegnare al cane cosa fare al posto di dirigersi verso le feci.

Per esempio, dopo l'eliminazione si può richiamare il cane verso il proprietario e premiare il ritorno.

In questo modo il cane impara una sequenza alternativa:

elimino → mi allontano → torno dal proprietario → ricevo una conseguenza positiva.

Il comportamento desiderato può essere rinforzato attraverso un premio alimentare, un gioco o un'altra ricompensa particolarmente motivante per quel cane.

Il comando “lascia”

Un comando come “lascia” può essere molto utile nella gestione della coprofagia, ma dovrebbe essere insegnato gradualmente.

L'obiettivo non è urlare il comando quando il cane ha già la bocca piena, ma costruire progressivamente un'associazione positiva tra il segnale e l'abbandono dell'oggetto.

Prima si può lavorare in ambienti controllati con oggetti di scarso interesse, premiando il cane quando rinuncia spontaneamente.

Successivamente, la difficoltà può essere aumentata.

Questo approccio permette di trasformare il richiamo in uno strumento di gestione invece che in una punizione.

Aumentare le opportunità di esplorazione

Se la coprofagia è associata a una forte ricerca orale o a una generale mancanza di stimolazione, può essere utile offrire al cane attività che soddisfino maggiormente i suoi bisogni comportamentali.

Passeggiate in cui possa annusare, giochi di ricerca olfattiva, attività di problem solving, masticazione appropriata e interazioni con il proprietario possono contribuire a rendere l'ambiente più ricco.

L'obiettivo non è “stancare” il cane a tutti i costi, ma offrirgli attività coerenti con le sue capacità e necessità.

Curare la gestione dell'ambiente

La gestione ambientale è particolarmente importante nei cani che manifestano coprofagia in casa o in giardino.

Bisogna ridurre il più possibile la disponibilità delle feci e intervenire tempestivamente dopo l'eliminazione.

Se sono presenti più animali, può essere necessario controllare anche le feci degli altri soggetti presenti nell'ambiente.

Più il cane ha accesso libero alle deiezioni, più opportunità ha di ripetere il comportamento.

Integratori e prodotti “anti-coprofagia”: funzionano?

Sul mercato esistono numerosi prodotti commercializzati con l'obiettivo di rendere le feci meno appetibili.

È importante però non considerarli una soluzione universale.

L'efficacia può variare da cane a cane e il semplice utilizzo di un prodotto non elimina necessariamente la causa del comportamento.

Inoltre, prima di somministrare qualsiasi integratore o prodotto specifico, è opportuno verificare con il veterinario che sia appropriato per quel determinato animale.

La gestione comportamentale e ambientale rimane spesso una componente fondamentale dell'intervento.

Cambiare alimentazione può risolvere la coprofagia?

Non necessariamente.

Se il cane segue un alimento completo e bilanciato e non presenta altri segnali di problemi digestivi o nutrizionali, cambiare continuamente dieta nella speranza di eliminare la coprofagia può non portare alcun beneficio.

Se invece sono presenti sintomi gastrointestinali, perdita di peso, appetito anomalo o altri segnali compatibili con un problema medico, il veterinario può valutare se l'alimentazione debba essere modificata.

La dieta deve quindi essere considerata nel contesto generale del cane e non come soluzione automatica alla coprofagia.

Quando rivolgersi al veterinario?

Un episodio occasionale in un cucciolo non deve necessariamente essere motivo di allarme.

È invece consigliabile chiedere un parere veterinario quando:

  • il comportamento compare improvvisamente in un cane adulto;

  • diventa molto frequente o compulsivo;

  • è associato a vomito o diarrea;

  • il cane perde peso;

  • presenta un appetito insolitamente elevato;

  • le feci sono persistentemente anomale;

  • compaiono altri cambiamenti nel comportamento o nello stato generale;

  • il cane ingerisce frequentemente feci di altri animali.

Il veterinario può valutare lo stato di salute generale, la dieta, la storia comportamentale e, quando necessario, eventuali esami diagnostici.

Se invece non emergono cause mediche e il comportamento è prevalentemente comportamentale, può essere utile il supporto di un professionista esperto in comportamento del cane.

Cosa non fare

Di fronte alla coprofagia, alcune reazioni istintive del proprietario possono risultare controproducenti.

È meglio evitare di:

  • punire fisicamente il cane;

  • urlargli contro dopo che ha ingerito le feci;

  • strofinargli il muso nelle deiezioni;

  • cambiare continuamente alimento senza una ragione;

  • somministrare integratori senza sapere se siano necessari;

  • attribuire automaticamente il comportamento a una carenza nutrizionale;

  • considerare il cane “disgustoso”, “cattivo” o vendicativo.

La soluzione passa molto più spesso dalla comprensione del comportamento che dalla punizione.

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